LA BIOGRAFIA

Renato Bacchetta nasce a Casalvolone, in provincia di Novara, il 25 aprile del 1947. La sua vita sarà contrassegnata da continui spostamenti che lo porteranno a lavorare non solo in Italia, ma in tutta Europa e anche oltre oceano. Il suo destino è, probabilmente, già segnato, quando i suoi genitori decidono, poco dopo la sua nascita, di trasferirsi a Gozzano, sulle sponde del lago d’Orta, dove gestiranno, per un paio d’anni, un’osteria con alloggio. Renato ha un carattere forte e determinato e sa già quello che vuole: è dinamico e non sta con le mani in mano: durante l’ultimo anno scolastico delle elementari lavora presso la latteria dei signori Zorzi come addetto alla consegna del latte e percepisce il suo primo stipendio: una retribuzione settimanale di 500 lire. Non solo: durante la settimana porta anche, casa per casa, gli avvisi telefonici per la Stipel (la vecchia società telefonica di Stato).

All’età di 11 anni intraprende il suo cammino naturale – probabilmente nel suo Dna era già tutto scritto - nel mondo della ristorazione. Inizia, infatti, a lavorare (dalle ore 07 alle 22,00 di tutti i giorni della settimana) presso il “Bar Principe” di Borgomanero con un mensile di lire 5.000 e, subito dopo, a Novara al Ristorante Albergo “La Pergola”. Da quel momento non si è più fermato ed è un susseguirsi di esperienze, diverse, stimolanti che, sicuramente hanno contribuito a formare quel carattere e quell’ingegno propri di un “fuoriclasse” come lui è diventato nel corso degli anni e che, tra l’altro, gli hanno permesso di imparare e di parlare ben quattro lingue!

La prima stagione estiva la trascorre come commis de rang all’Hotel “Splendid” di Baveno. Dopo una breve parentesi invernale a Carisio, in Provincia di Torino, si reca sull’isola di Ischia, per la stagione estiva all’Hotel “Excelsior”, ad Ischia Porto. Dal mare ai monti, lo ritroviamo, nell’inverno successivo, al Sestrière, all’Hotel “Duchi d’Aosta”, per ritornare, ai primi tepori primaverili, in Campania, a Napoli, all’Hotel “Royal”. Il suo talento e la sua capacità organizzativa non passano certo inosservati, tanto che il suo maestro, il signor Poltronieri, nel 1964, lo manderà - all’età di 17 anni non ancora compiuti - in Germania, a Francoforte. E’ il suo trampolino di lancio: non immagina che, da quel momento, girerà l’Europa in lungo e in largo, dove apprenderà nuove tecniche, nuovi suggerimenti, nuove idee, che faranno di lui quello chef creativo ed innovativo che ormai tutti conosciamo. Per quasi tre anni lavora in Germania, all’Hotel “Frankfurtehof ”, al Ristorante “Kupferpfanne”, alla “Jahrhunderthallee”, all’Hotel “Monopol Metropol”, all’Insel Hotel di Costanza, sull’omonimo lago ed infine al Ristorante dell’Aeroporto di Francoforte. Non perde un’occasione per provare qualcosa di nuovo e si reca in Scozia al “Gleaneagles” Hotel, per la stagione aprile-ottobre. Torna in Germania e lavora presso il ristorante della Base Nato Americana. Quindi di nuovo al nord per una breve sosta in Finlandia, in Svezia e in Olanda, da dove, nel 1968, si imbarca su una grossa nave della Compagnia "Holland-America Line”, che percorre la rotta di Rotterdam, Le Havre, Southampton, Quebec, Montreal. Lasciata la nave, si reca in Spagna a Torremolinos, dove, trascorsa la stagione estiva, gli viene offerta – nel dicembre dello stesso anno - la gestione e l’apertura di un ristorante italiano a Madrid: finalmente un locale tutto suo, dove potersi esprimere al meglio e raccogliere, tutti per sé, i meritati e sudati successi Nel marzo del 1970 l’Abc di Madrid, autorevole quotidiano della capitale, lo classifica come il miglior ristorante italiano della città! Renato, però, nonostante l’indiscusso, pregevole, riconoscimento, ha i piedi ben saldi per terra e non si monta la testa; è abituato a lavorare sodo, a mettersi sempre in gioco, a meritarsi i complimenti, ma, nel contempo è conscio del fatto che non ci può adagiare sugli allori e bisogna rimboccarsi sempre le maniche e trovare sempre nuovi stimoli. Sulla base di questa filosofia, nel 1972 si trasferisce a Bilbao, dove, con suo fratello, apre un ristorante italiano ed un club di musica jazz dal vivo: giornali, radio, tv locali danno ampio risalto all’avvenimento ed i locali diventano i più apprezzati della città.

Nonostante i suoi impegni ed i suoi numerosi spostamenti, trova anche il tempo, nel 1974, per sposarsi: dall’unione nascono due figli, Carmelo e Gian Renato. Nel 1975 decide di rientrare in Italia e rileva il Ristorante “S. Pietro” di Borgomanero, che gestirà, sempre con suo fratello, per sei anni circa. Infine, nel 1981, rileva la “Taverna del Pittore” di Arona, che gestisce, con successo e con immutato entusiasmo, da circa 30 anni, in “punta di pennello” (come lui stesso afferma), con l’insostituibile collaborazione del suo valido braccio destro, lo chef Giuseppe Quirico. A questo proposito, è bene ricordare che Bacchetta ha anche creato una “scuola”, nel senso che ha dato la possibilità a diversi giovani di imparare, di apprendere l’arte culinaria, di affermarsi e di diventare – a loro volta – validi chef, di aprire propri locali, sia in Italia, che all’estero.

Ho chiesto a Bacchetta come gli sia nata l’idea di realizzare un libro così importante e affascinante? “Molti miei affezionati clienti – mi ha risposto - mi hanno ripetutamente invitato a scrivere un libro di cucina e ho sempre risposto loro che prima o poi l’avrei fatto”.

Quale è stata, quindi la molla che ha fatto scattare in Lei questa decisione? “Dopo vari tentennamenti e dubbi, lo sprint finale me lo ha dato, sicuramente la mia prima, adoratissima nipotina Matilde, nata il 19 febbraio 2008, una bimba splendida e vivace”! E’ a lei che nonno Renato dedica questo libro”.

Quello che è stato realizzato, non è solo un libro di cucina: è molto di più! E’ un percorso di vita, il racconto, attraverso le ricette, di una carriera che ha portato Bacchetta all’apice della ristorazione nazionale. E’ un’enciclopedia non solo del gusto, ma di tutti i sensi: piatti buoni, eleganti, profumati, raffinati….belli da gustare, ancor prima che con il palato, con gli occhi! Il tutto arricchito da fotografie di altissimo livello tecnico ed artistico, proposte da Francesco Ragni, un esperto del settore, che ha realizzato numerosi libri fotografici ed illustrato riviste di cucina, di arte, di moda. Bacchetta ha fatto della cucina la sua vita ed è stato sicuramente premiato, sia per il prestigio che ha saputo, da anni, dare alla città di Arona e a tutta la Provincia di Novara, sia per gli innumerevoli consensi ricevuti dai suoi clienti, da un pubblico di intenditori, da esperti eno-gastronomici o anche da semplici avventori di passaggio, che hanno avuto la fortuna di poter apprezzare i suoi indimenticabili manicaretti. Renato ci mette, da sempre, tutta la sua passione, il suo impegno, la sua precisione, oserei dire, maniacale, per far si che i suoi piatti, preparati sempre con ingredienti di altissima qualità e freschezza, siano dei veri e propri capolavori……delle opere d’arte! La Taverna del Pittore fu fondata, nel 1960, dal pittore Sergio Loeffler, il quale, oltre ad essere un valente cuoco, si dilettava anche a dipingere: da qui, l’idea di chiamarla in tal modo. Anche i famosi pittori aronesi Gianfilippo Usellini, Carlo Monti e Gigi Comolli spesso frequentavano il locale. L’interno del ristorante decisamente raffinato, di altissima qualità ed arredato con buon gusto è adatto per cene di coppia, per colazioni di lavoro, per ricorrenze importanti, per trascorrere una serata speciale. La veranda, con la vetrata sul lago Maggiore, permette una vista stupenda e la Rocca di Angera – che si staglia di fronte, contro il cielo – sembra, a sua volta, un quadro d’autore. E’ impossibile non restare affascinati dal suo ambiente elegante e seducente, tanto che una cena alla Taverna del Pittore è un’esperienza da provare e da ripetere ogniqualvolta si vuole trascorrere un momento indimenticabile. Il ristorante è anche dotato di un pontile privato che permette l’attracco dei natanti dei clienti che lo raggiungono via lago. La cucina, poi, è superlativa e ogni singolo piatto è un trionfo di stile, di colori e di sapori….una tavolozza di gusti sapientemente miscelati.



- Riccardo Franchini dal libro "Trent'anni in punta di pennello" di Renato Bacchetta